Una delle prime copertine di Skateboarder MagazineTony AlvaIl Downhill oggi

Personalmente appoggio pienamente la teoria delle onde avendola provata sulla mia pelle (1983/1991). Per quanto riguarda la sua proiezione sul futuro, che vede la definitiva stabilizzazione ed affermazione dello skate non sono del tutto d'accordo. La mia opinione è che tali onde sono destinate a continuare ma in modo molto meno accentuato. Di certo non si arriverà più a vedere lo skate del tutto eclissato, ma è altrettanto certo che momenti socio-economici come quello attuale  possono caratterizzare una fase di rallentamento di questo sport per i motivi ampiamente spiegati nella teora delle onde. In questi momenti lo skate ritrova la magia dello sport di nicchia perdendo coloro che lo praticano per moda. Ma è il gioco delle onde e forse continuerà così all'infinito!

I ragazzi hanno sempre avuto un'affinità per il proprio set di ruote. La bicicletta è il primo esempio, ma per molto tempo le bici furono fuori della portata finanziaria per molte famiglie.

Le alternative erano i carretti, i monopattini e i pattini a rotelle. Quando questi veicoli comprati al magazzino non facevano la magia, i giovani sceglievano di creare da sé i loro mezzi di trasporto. Alcuni costruivano go-kart o soapbox cart (carretti costruiti con le scatole di imballaggio del sapone, tipo Bart Simpson, Ndt); altri fecero quello che sarebbe finito con l'essere la forma primitiva dello skateboard.

Il primo tipo di skateboard, che si riporta ai primi del 1900 era in effetti più simile a un monopattino. Era rappresentato da ruote di pattini attaccate a un due per quattro (asse di legno, due pollici per quattro). Spesso la tavola aveva una cassetta di imballaggio del latte inchiodata addosso con il manubrio che sporgeva ai lati per il controllo.(Vi ricordate "Ritorno al futuro"?,Ndt) Nel corso delle successive cinque decadi i cittini cambiarono l'aspetto di questi aggeggi, levando la cassetta e viaggiando solo sul due per quattro con rotelle d'acciaio. Decine di migliaia di pattini furono smantellati e joiosamente martellati sulle travi di legno.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il nord America fece l'esperienza di un'economia da bomba e di una popolazione che si espandeva. I figli di quel periodo ( i baby boomer) fecero rapidamente sentire la loro presenza nel mercato. Gli anni '50 avrebbero visto produttori di 

L'alba dell'industria dello skateboard commerciale portò nuovi ed eccitanti progressi tecnologici, come le ruote d'argilla, che fecero la corsa più liscia e resero possibili nuovi trick. Ma segnalò anche la fine di un tempo in cui i bambini ideavano i propri giochi con allegria e caciara.giocattoli inciampare uno addosso all'altro per uscirsene con l'ultima trovata per catturare l'immaginazione e il porcellino-salvadanaio dei bimbetti dovunque. La comparsa della televisione li avrebbe aiutati nel compito. Gli yoyo, hula-hoop e simili sarebbero cresciuti e ricaduti in favore giochi all'aria aperta. Era solo una questione di tempo prima che qualcuno raccogliesse il potenziale riposto in quelle rotelle da pattini inchiodate su assi di legno. I primi skateboard commerciali colpirono il mercato nel 1959.

La Prima Onda 1959-65

Skateboarder Magazine

La fine degli anni '50 vide crescere l'interesse commerciale verso il concetto di una tavola da pattinaggio e nel 1959 il primo skateboard Roller Derby era comparso negli scaffali dei negozi. L'introduzione di skateboard prodotti per il commercio coincideva con l'era del surfer, e la gente cominciò a collegare le cavalcate delle onde in mare e le corse su una tavola a terra. Per quando gli anni '60 iniziavano a girare, lo skateboard si era guadagnato numerosi seguaci tra la folla del surf.

Ma fu quando Larry Stevenson, editore di "Surf Guide", iniziò a promuovere lo skateboard, che le cose iniziarono a decollare, Makaha,la compagnia di Larry, progettò il primo skateboard professionale nel 1963 e fu preparata una squadra per promuovere il prodotto.

Uno dei primissimi skateLe squadre di skate, finanziate dai produttori sarebbero diventate un punto fermo per il commercio e avrebbero giocato un grande ruolo nel portarlo al mondo. Makaha ha anche patrocinato la prima gara di skate, che si tenne aHermosa, California, nel 1963. Le competizioni con un regolamento alzarono gli standard dello skate e gli diedero il suo status di sport.

Altri fabbricanti apparvero sulla scena. Per il 1965 c'erano competizioni internazionali, film (Skater Dater),una rivista (The Quarterly Skateboarder) e i giri attraverso il paese delle squadre di skateboard, che avevano alzato lo sport verso enormi picchi di popolarità. Oltre 50 milioni di tavole furono vendute in quei tre anni. Poi, d'improvviso, lo skate morì nell'autunno del 1965.

Il primo Crollo era dovuto a prodotti scarsi, troppe giacenze di magazzino e al pubblico sconvolgimento per le corse spericolate. Oltre a rimpiazzare le cigolanti rotelle d'acciaio dei pattini con ruote d'argilla (sic.ndt) che davano una corsa più liscia e a rifinire i truck (gli attacchi delle ruote), ci furono pochi progressi tecnologici.

Alcune compagnie svilupparono ruote di migliore qualità, ma le ruote d'argilla erano le più economiche da costruire. Comunque, le ruote d'argilla non davano buona presa sulla strada e dappertutto gli skater facevano delle cadute davvero brutte. I comuni iniziarono a bandire gli skate in risposta alle preoccupazioni per la salute e la sicurezza, e dopo alcuni incidenti fatali lo skate fu ufficialmente sbattuto fuori dall'esistenza. I fabbricanti persero enormi cifre di denaro dovute alla cancellazione degli ordini di natale, e lo skate quasi scomparve dalla vista del pubblico. Ma alcuni skater sinceramente dedicati avrebbero mantenuto vivo lo sport, con un sostegno vitale.

La Seconda Onda 1973-80

Stacy Peralta

La fine dei sessanta sembra essere stato un un periodo meno innocente rispetto all'inizi di quella decade. Problemi legali e una mancanza di innovazione nel progetto dello skateboard furono i fattori principali nella frenata nella popolarità dello skate che si riscontrò in quel periodo, ma fu anche un periodo di grandi conflitti politici e sociali a livello mondiale, e le attività spensierate come il surf sul marciapiede vennero eclissate nell'immaginazione collettiva da proteste, assassinii e una guerra sempre più controversa. (n.d.t.:J.F.Kennedy,M.L.King, Robert Kennedy, Vietnam).

Lo skate non scomparve del tutto, ma di sicuro entrò in una fase dormiente, finchè una conquista tecnologica non l'avrebbe riportato in prima linea. Nel 1970, un surfer dal nome di Frank Nasworthy iniziò a sviluppare una ruota fatta di uretano. Usandole la sensazione era magnifica paragonata alle ruote d'argilla, e per il 1973 le Cadillac Wheels di Nasworthy avevano lanciato la seconda onda dello skate. I fabbricanti di truck come Independent, Bennett eTracker cominciarono a fare truck progettati apposta per lo skate. Produttori di tavole spuntarono nel tempo di una notte e improvvisamen

te l'industria fu inondata di nuovi prodotti e nuove idee. Nel 1975, Road Rider aprì con la prima ruota con cuscinetti di precisione, facendola finita con anni di cuscinetti a sfere libere che avevano il vizio di schizzare fuori dal cuscinetto. Lo slalom, la discesa (downhill) e il freestyle erano praticati da milioni di persone. La rivista SkateBoarder fu fatta risorgere e presto vi si unirono altre pubblicazioni speranzose di guadagnare dal ritorno dello skate. Bruce Logan, Russ Howell, StacyPeralta, Tom Sims e Gregg Weaver figuravano pesantemente in queste riviste. Lo sport stava girando di nuovo.

Jay Adams

Il primo moderno skatepark all'aperto venne costruito in Florida nel 1976 e fu presto seguito da centinaia di altri parki su tutto il Nord America. Con le nuove possibilità offerte dagli skatepark lo skate si mosse dall'orizzontale al verticale, freestyle e slalom divennero gradualmente me

no popolari. Anche l'ampiezza delle tavole cambiò dai sei sette pollici (15-18 cm) fino a oltre nove pollici (23 cm). Questo incremento nella misura assicurava migliore stabilità sulle superfici verticali. Le punte della Seconda Onda includevano Tony Alva

, Jay Adams e Tom "Wally" InouyeWes Humpston mise in vendita la prima linea di tavole con grafica che fece successo, sotto l'etichetta di DogTown. Subito, dozzine di produttori di tavole misero la grafica sotto le loro tavole.

Esempi di skate anni 70/80La vecchia nemesi dello skate, la preoccupazione per la sicurezza, si rialzò ancora una volta. le assicurazioni divennero tanto costose che molti proprietari degli skatepark chiusero la porta, ed entrarono i bulldozer per finire l'opera.Skateare nelle pool (piscine con pareti curve) era enormemente popolare e come risultato di una migliore tecnologia gli skater furono in grado di eseguire manovre aeree e andare ben oltre il bordo. Alla fine dei '70 Alan Gelfandinventò l'ollie, ovvero l'aerial senza mani, e portò lo skate al livello successivo. le radici dello streetstyle si svilupparono quando gli skater iniziarono a portare manovre verticali sul terreno piano. La cultura skate cominciò a mischiarsi col punk e la musica new wave. C'erano immagini di teschi sugli skate grazie al genio creativo di Vernon Courtland Johnson alla Società Powell.

Per la fine del 1980 lo skate morì un'altra morte e di nuovo molti fabbricanti dovettero affrontare perdite tremende. Come la BMX divenne popolare e la rivista SkateBoarder si cambiò in ActionNow, tanti skater disertarono lo sport. Lo skate diventò underground ancora una volta. Ma anche se gli skatepark sparirono, un contingente di duri e puri si costruì le proprie rampe e le halfpipe nel giardino di casa e continuò a sviluppare lo sport.

La Terza Onda 1983-1991

Tony Hawk in vert

Altre zuffe legali e la competizione di altre attività giovanili come la BMX portarono a un secondo periodo di riposo per lo skateboarding nei primi anni '80. Sebbene si tenessero gare di skate l'affluenza era poca e il montepremi ancora minore. Ma come in passato un nucleo di skater dedicati mantenne in vita lo sport. Nel 1981 la rivista Trasher cominciò la pubblicazione nello sforzo di fornire agli skater imperterriti delle informazioni sulla scena skate.

Per il 1983 i produttori di skate iniziarono a vedere lo sport in risalita e la rivista Transworld Skateboarding entrò nella scena skate. Le corse sul vert decollarono nel 1984, seguite a ruota dallo streetstyle. Divennero popolari le rampe di lancio (le jump, N.d.T.). Powell-Peralta creò il primo video skate della Bones Brigade, che aiutò la propulsione dello skate verso nuovi livelli di popolarità. Emersero numerosi campioni del verticale tra cui: Tony hawk, Christian Hosoi, Lance Mountain e Neil Blender. Nello street Mark Gonzales, Natas Kaupas e Tommy Guerrero crearono nuove variazioni sull'ollie.

Anche il freestyle era parte della scena e Rodney Mullen dominava tutte le contese.

Logo Vans uno dei produttori storici di scarpe per skaterI diritti sulla vendita delle tavole e le vincite delle gare crescevano di scala e qualche skater pro metteva sù guadagni di diecimila dollari al mese. L' Associazione Nazionale di Skateboard, capeggiata daFrank Hawk (il papà di Tony), tenne numerose gare per tutto il nord America, a volte anche nel resto del globo.

Dozzine di nuovi produttori saltarono sullo skate, ma nella metà degli '80 solo tre maneggiavano la maggior parte del mercato - Powell-Peralta, Vision/Sims e Santa Cruz. Le scarpe da skate di Airwalk, Vans e Vision divennero enormemente popolari, insieme alla moda skate, anche tra i non-skater.

Verso la fine della decade il centro del fuoco si spostò verso lo street skate e le corse sul vert divennero meno popolari. Un nomero i skater pro decisero di lasciare i grandi produttori e di avviare le proprie compagnie di skate. Uno dei primi a far questo fu Steve Rocco, che avviò le World Industries. Nasceva così la 'nuova scuola' di skateboarding. Si focalizzava sugli ollie e sulle manovre 'tecniche' e incominciò con un modo di pensare del tutto nuovo.

Per il 1991 una recessione mondiale colpì e l'industria dello skate ne fu profondamente influenzata. Come in passato una cifra di produttori affrontarono grosse perdite finanziarie. L'industria la prese estremamente in negativo e cominciò il processo per reinventarsi.

La Quarta Onda 1993- 2000

La recessione economica fu una doccia fredda per tutte le industrie nei primi anni '90. Lo skateboard doveva anche vedersela con una nuova nemesi - i rollerblade. Come le altre volte un contingente di appassionati rimasero con lo sport, ma stavolta l'attrito non era così forte come in passato. La crescita della tivù via cavo, satellite e di internet avrebbe portato a una maggiore coscienza dello skateboard nel mondo. I figlioletti del boom (baby boomlet)- la figliolanza dei figli del dopoguerra - stavano entrando nell'età ingrata, la loro adolescenza ribelle. Questo fatto combinato con la loro notevole capacità di spesa portò alla quarta onda dello skateboard- magari fosse la volta buona! E insieme a loro molte giovani madri e padri ripescano le loro vecchie tavole per ricominciare.

Logo degli X-GamesPer la metà dei '90 lo skate riemerse ancora e la quarta onda era cominciata. Nel 1995 lo skateboard ricevette un bel pò di illuminazione ai Extreme Games di ESPN2 (Tv via cavo USA). I calzaturifici per gli skater come Etnies e Vans cominciarono a vendere grosse quantità del prodotto e altri produttori di abbigliamento di nuovo impazienti di battere cassa sulla popolarità dello sport.

Alla fine dei '90 lo skateboard rimane focalizzato sullo streetstyle e l'industria è strapiena di numerosi produttori e rivenditori. In molti casi gli stessi skater professionisti sviluppano il loro prodotto e dirigono la loro compagnia. Il longboard, l'arte un tempo dimenticata di portare grandi tavole ha cominciato a fare un ritorno e il downhill (le discese) è entrato in una dimensione completamente nuova grazie allo street luge (arriva fino a 80 kmh!) In Californi si ricominciano a costruire skatepark pubblici grazie a un cambiamento della legislazione. Il duro lavoro di Jim Fitzpatrick e dell' Associazione Internazionale delle Compagnie di Skateboard (IASC) ha assicurato investimenti che hanno portato alla creazione di tante nuove strutture.

Nell'arco dei 40 anni passati lo skate ha avuto i suoi picchi e vallate di popolarità. Comunque la tecnologia dello skateboard è grandemente migliorata da quando si usavano le rotelle di argilla. In termini di incidenti lo sport rimane molto più sicuro di football, rollerblade o hockey (in percentuale di infortunati sul totale dei partecipanti). A dispetto della preoccupazione per la sicurezza o delle recessioni economiche, lo skateboard persiste, semplicemente perchè è troppo eccitante per lasciarlo! 

Oggi ci troviamo all'interno di quella che è la quinta onda.

La quinta onda la stiamo vivendo sulla nostra pelle... Prossimamente vi spiegherò da cosa è caratterizzata e ne sentirete delle belle! Se non mi ricordo di completarla scrivetemi, sono un pò smemorato :)