La scelta del primo kite a volte è un vero problema. Leggendo su internet troviamo tantissime informazioni, scritte un po’ da chiunque… Purtroppo spesso anche chi non ne ha un’idea. Allora si chiede un po’ in giro ad altri rider e anche qui arrivano tantissime informazioni… E anche qui a volte da chi non ne ha un’idea :-)

Con questa guida cercherò di spiegare gli aspetti fondamentali che servono per scegliere la giusta vela, ma il primo consiglio che do è sempre uno. Se siete neofiti individuate una persona affidabile (come il vostro istruttore o un negoziante di fiducia) e affidatevi ai suoi consigli. Se chiedete consiglio a 10 persone riceverete 10 diverse opinioni e siete punto e a capo.

Detto questo mi sono compromesso, perché ora devo dimostrarmi affidabile.

Faccio kite dal 2001, snowboard dal 1995, skate dal 1988. Non mi ritengo un fenomeno  ma i miei studi tecnici mi hanno regalato una vera passione per la parte tecnica dei materiali usati in questi sport. Mentre ad altri piace leggere libri di narrativa io mi appassiono più facilmente alla lettura di un manuale tecnico, che esso sia di una Ferrari, di una Prinz o più di frequente di un kite.

 

Esistono due macrocategorie nei kite:

Foil Kite (detti cassonati) diffusi nello snowkite e acquilonismo da trazione su terra

 

Pump kite (kite gonfiabili) sono i più diffusi nel kitesurf

Se state cercando una vela da snowkite la vostra scelta è semplice. Optate per un foil kite preferibilmente di tipo a celle aperte.

Se invece cercate una vela di kitesurf avete bisogno di un kite gonfiabile (pump). Tra questi oggi ne troviamo diverse categorie:

    

 

C-Kite

 

I C-Kite sono caratterizzati dall'avere sia il bordo d'entrata (leading edge) che il bordo d'uscita (trailing edge) convessi. In aria, visti di profilo, queste vele formano un arco molto chiuso che ricorda appunto la lettera C. Ferma restando questa caratteristica principale, ci sono state senza dubbio nel tempo alcune evoluzioni nella forma di queste ali. Molti dei kite che oggi vengono definiti semplicemente come C-Kite sono in realtà degli ibridi cioè kite che alla caratteristica forma a C, combinano altri elementi tipici di altre tipologie di vele che vedremo più sotto.

Alcuni esempi: Slingshot Fuel, Naish Torch, North Vegas

 Principiante: *

Intermedio: **

Esperto:****

Bow Kite

 

Il BowKite design è un progetto depositato da Legaignoux il 1° Marzo 2004 sotto il nome di Aile à dièdre négatif de traction d'une charge e completato con altri 2 brevetti successivi nel corso del 2004 uno per la barra con carrucole e l'altro per il sistema di briglie lungo la leading edge. Questo progetto è senza dubbio uno di quelli che ha lasciato il segno nella storia del kite, accelerandone l'evoluzione. Le caratteristiche principali di questo nuovo shape sono: bordo d'uscita concavo (anziché convesso come nei C-Kites), sistema di briglie a supporto della leading edge e profilo più aperto. Altra caratteristica era la frequente presenza di un gran numero di carrucole, via via ridotte nei bow kite più recenti.

Rispetto al brevetto orginale, sono stati sviluppati negli anni immediatamente successivi miglioramenti e modifiche. Già nel 2006 fu sviluppata la seconda generazione di Bow kite o meglio furono progettate delle ali che cercavano di combinare i vantaggi dei bowkite (ampio depower e range di vento) con la migliore maneggevolezza dei C-Kite.

I principali vantaggi di un bow kite riguardano il maggiore range di vento rispetto ad un C-Kite di dimensione analoga e la capacità di sventare completamente (o meglio quasi completamente). Queste caratteristiche sono date sia dalla forma dell'ala che dal sistema di briglie che permettono di controllare l'inclinazione del kite rispetto al vento.

Gli svantaggi dei bow kite invece sono: maggiore pressione sulla barra e risposta ritardata al comando (accentuata in caso di carrucole sulla barra per collegare le back lines con le front lines).

Alcuni esemp: Cabrinha Crossbow, Cabrinha Switchblade

 

Principiante: ***

Intermedio: **

Esperto: *

 

S.L.E.

 

La definizione di S.L.E. è di per sé semplicissima (estensione di supporto alla Leading Edge), quindi sistema di briglie lungo la Leading Edge, eppure poche definizioni sono così dibattute nel mondo del kite come questa. Il centro della controversia è se gli SLE siano o no diversi dai BowKite. Chi sostiene che siano la stessa cosa sostiene che il nome diverso è stato semplicemente un escamotage per non pagare il brevetto ai Legaignoux. Chi sostiene si tratti di progetti diversi punta a evidenziare differenze nel profilo e non solo.

Il punto è che la definizione di SLE e quella di BOW si riferiscono a due diversi aspetti del kite: la definizione di Bow si riferisce in primo luogo al bordo d'uscita del kite (e secondariamente alla presenza di briglie, carrucole, arco piatto...), mentre la definizione di SLE si riferisce alla presenza di una brigliatura lungo la Leading Edge.

Gli SLE quindi sono kite con briglie lungo la Leading Edge ed è evidente che si tratta di una famiglia molto, molto ampia che include per definizione qualsiasi kite abbia le briglie quindi anche i bowkite!  

Alcuni esempi: Slingshot RPM, Cabrinha Nomad, Naish Park ecc.  

 

Principiante: ****

Intermedio: ****

Esperto: ****

  

 

Delta Kite

 

Nel luglio 2009 Raphael Salles, patron di Fone Kites introduce un nuovo kite design depositando il brevetto dei Delta Kites, così chiamati perché secondo la definizione "Questo kite è essenzialmente caratterizzato dal fatto che esso sia configurato in modo da avere una forma a delta durante il volo". L'obiettivo del progetto era di combinare il profilo a C (quindi molto chiuso) con i pregi dei bow kite in termini di range di vento e depower, risolvendone al contempo alcuni dei problemi principali, per ottenere un kite più stabile in ogni condizione, che non avesse la tendenza a cadere neppure quando molto depotenziato e che ripartisse più facilmente dall'acqua. Il risultato è una tipologia di Kite che in realtà viene molto spesso fatta rientrare nella grande famiglia degli SLE, assieme ad altre tipologie considerate "ibride" come i SIGMA Shape ecc. Il Delta Shape è combinato ad un sistema di briglie molto semplificato e un uso di carrucole ridotto al minimo (solo 2 carrucole, una per ciascun attacco a V delle front lines).

Il risultato è un design che permette di ottenere Kite estremamente stabili in volo sia agganciati che sganciati, maneggevoli, facilissimi da rilanciare dall'acqua. Tutte queste caratteristiche li rendono ideali per una gran varietà di condizioni e di riders.

Alcuni esempi F-one Bandit, North Evo, Waimann

 

Principiante:***

Intermedio: ***

Esperto: **

Ibridi

Attualmente la maggioranza delle ali da kitesurf stanno strette in una tipologia o nell'altra. I designers di ali da kitesurf cercano continuamente di combinare i vantaggi delle diverse tipologie, cercando al contempo di ridurne al minimo i difetti, cercando di unire ad esempio il direct feeling tipico dei C-Kites con l'ampio wind range tipico dei kite ad arco più aperto. Gli Ibridi sono quindi tutti quei kites (e sono la maggioranza) che combinano caratteristiche di famiglie diverse quindi ad esempio degli SLE con i C-Kite...

Alcuni esempi: Slingshot Rally (Hibryd delta), Ozone C4 Catalyst e Edge,  North Rebel, ecc

 

Principiante:***

Intermedio: ****

Esperto: ****

      

 

Light Wind

Da un paio di anni a questa parte si è imposta un'altra categoria di vele... che si differenziano però non tanto per la forma ed il design, quanto per la metratura ed i materiali utilizzati. Si tratta delle ali da vento leggero. Vele da kitesurf (in genere intorno ai 17mq) costruite con materiali super leggeri che permettono di divertirsi con pochissimi nodi.

Il primo ad inaugurare questa categoria è stato Ozone con il suo Zephyr. In seguito un po’ tutti hanno inserito la loro vela “lw”

Alcuni esempi: Ozone Zephyr, Slingshot Turbine, North Dyno ecc.

 

Principiante:**

Intermedio: ***

Esperto: ****

Fonte parziale http://kitesurf.tabularasateam.it

 

Come avrete capito dalle descrizioni precedenti sono assolutamente sconsigliati all’inizio i c-kite. Gli altri possono essere tutti soluzioni accettabili. Chiaramente ogni modello andrà valutato singolarmente.

Ma cosa altro dobbiamo considerare?

 

Condizioni della vela: Il materiale usato nei kite si chiama Dacron e seppur molto resistente è soggetto a usura. Più una vela sta esposta al sole, acqua sabbia ecc e più si deteriora.

Anno: Generalmente più recente è la vela e meno problemi avremo. Le parti gonfiabili di un kite sono fatte di lattice con valvole in materiale plastico. Il lattice con il tempo si deteriora dando luogo a perdite. Normalmente una vela fino a 2 anni di vita non da problemi.

Stato della barra: La barra è un elemento fondamentale per la sicurezza e per le prestazioni. I cavi devono essere in buono stato, possibilmente senza nodi sulle linee,gli sganci di sicurezza devono essere ben funzionanti e allo stesso modo deve essere funzionante il regolatore. Una delle parti più soggette a usura è il depower cioè il cavo che passa nel foto della barra e che permette di regolare la potenza della vela.

Riparazioni: non è raro che una vela abbia delle riparazioni. A volte possono essere piccole riparazioni adesive che non compromettono assolutamente le prestazioni e l’affidabilità, altre volte incontriamo riparazioni più estese come cuciture dovute a strappi. Se queste sono state fatte da velerie competenti e specializzate normalmente non ci sono problemi. Chiaramente se una vela ha riparazioni molto estese è sempre meglio verificare che voli bene prima di completare l’acquisto.

Marca: Se siamo alle prime armi spesso è facile farci ingannare da pubblicità, o semplicemente dalla grafica nella scelta. Di fatto quando scegliete la vostra ala considerate alcuni aspetti. I marchi più conosciuti e venduti (Slingshot, North, Ozone, Cabrinha, Naish) non rappresentano per forza una garanzia di vele perfette ma di sicuro vi offrono una cosa. La rivedibilità del materiale. Oggi il mercato dell’usato kite è molto florido e ci permette di rivendere le nostre attrezzature senza problemi… a patto che siano in ordine e di marchi commercialmente validi. Quando fate il vostro primo acquisto tenetene conto se non volete rischiare di trovarvi in possesso di una vela che nessuno vuole comprare o che dopo un anno non ha più valore.